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In principio fu acqua

In principio fu acqua. E anche alla fine. C’è sempre l’acqua. Dentro di noi ce n’è più di ogni altra sostanza. E fuori di noi, attorno a noi, ce n’è molto di più di ciò che acqua non è. L’acqua c’entra sempre. Ci si possono fare tante cose con l’acqua. Ascoltarne un dolce bollore come se fosse uno di quelli confortevoli della cucina di casa. Ci si può riflettere pacificamente, serenamente, incontrando una statica e vibrante immagine. Ci si può specchiare e decidere di rimanere fermi, inermi. Però si può anche scegliere di provare l’ebbrezza dell’immersione, il brivido dell’incontro tra la temperatura del proprio corpo e quella dell’acqua. Optando per un lento, solenne ingresso o per un’entrata decisa, violenta. Un tuffo. Un tuffo che non è scontato che avvenga dove l’acqua è più blu. Anzi. Un tuffo dove le sfumature dei colori si fanno più oscure e incerte, più inquietanti. Un tuffo dove ci accoglie l’abisso, una profondità spettrale e imprevedibile: se stessi. Rivoltati, messi sottosopra, perché no. La parte di noi con la quale non abbiamo mai fatto i conti o li abbiamo fatti male, una parte di una parte chissà quanto vasta e inesplorata. Più si scende e più si scopre, ma più si scopre e più si rischia. Di annegare. La posta in palio è la sopravvivenza del nostro spirito ai nostri buchi neri, ai nostri traumi rimossi, alle nostre fughe e alla percezione di ritrovarsi, improvvisamente, ai nastri di partenza. Spaesati, nella perenne ricerca di qualcun* o qualcosa con cui leccarci le ferite, ci guardiamo attorno fino a che non decidiamo di camminare dentro di noi, in piacevoli sentieri a noi sconosciuti, senza intenzioni e orizzonti. Prendiamo confidenza con mancanze, vuoti  e scariche di irrisolto. E prendiamo consapevolezza che occorre abbandonarsi al rischio per tornare a se. Al rischio di annegare che si rivela una possibilità, forse la possibilità. Fa paura ma non è poi così male, perché I’m not as bad you see. Cadendo, meglio se a peso morto così si è sicuri di raggiungere il fondo. In fondo la consapevolezza ci da forza e il sole è sempre lì, pronto a scaldarci. Esco dall’acqua, torno su, my feet are on the ground now.

https://www.youtube.com/watch?v=0yQcopH0p4o